Mentre sepolto in un profondo sonno
Colà posava il travagliato Ulisse,
Minerva al popol de' Feaci e all'alta
Lor città s'avvïò. Questi da prima
Ne' vasti d'Iperèa fecondi piani
Far dimora solean, presso i Ciclopi,
Gente di cuor superbo, e a' suoi vicini
Tanto molesta più quanto più forte.
Quindi Nausitoo, somigliante a un dio,
Di tal sede levolli, e in una terra,
Che dagli uomini industri il mar divide,
Gli allogò, nella Scheria; e qui condusse
Alla cittade una muraglia intorno.
Le case fabbricò, divise i campi,
E agl'Immortali i sacri templi eresse.
Colpito dalla Parca, ai foschi regni
Era già sceso, e Alcinoo, che i beati
Numi assennato avean, reggea lo scettro.
L'occhicilestra dea, che sempre fissa
Nel ritorno d'Ulisse avea la mente,
Tenne verso la reggia, e alla secreta
Dedalea stanza si rivolse, dove
Giovinetta dormìa, che le immortali
D'indole somigliava e di fattezze,
Nausica, del re figlia; ed alla porta,
Che rinchiusa era, e risplendea nel buio.
Giacean due, l'una quinci e l'altra quindi,
Pudìche ancelle, cui le Grazie istesse
Di non...Buy after you read
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